10 consigli per utilizzare Instagram per il tuo business

Ti stai domandando come Instagram può essere uno strumento per migliorare la soddisfazione dei tuoi clienti? Hai mai pensato di creare un profilo del tuo brand su Instagram per renderti visibile a nuovi mercati? Imparare a usare Instagram per farlo è semplice.

Come cominciare? Basta creare un account (preferibilmente con lo stesso nome usato per il tuo profilo aziendale su Twitter e Facebook), aggiungere una foto del profilo (ad esempio il logo della tua azienda) e il link al tuo sito aziendale, quindi collegare il tuo account a Facebook e prima di tutto far sapere ai tuoi follower che ti possono seguire anche su Instagram.

È quello che viene dopo che costituisce una difficoltà per molti brand. Come ci si comporta su Instagram? Quali foto pubblicare? Con che frequenza? Gli hashtag sono necessari?

Qui qualche dritta per sfruttare al meglio la tua presenza business su Instagram.

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#1: Bilancia immagini divertenti con immagini della tua attività
Approfitta dell’ampia visibilità che Instagram ti regala per raccontare una storia con le immagini. Alterna immagini divertenti con immagini collegate alle tue attività lavorative o a eventi che ti vedono partecipe. Un’idea vincente è anche quella di mostrare foto dei tuoi dipendenti al lavoro: ciò non solo mostra il dietro le quinte della tua attività, ma è anche un modo per celebrare il tuo staff e mostrargli quanto lo tieni in considerazione. Integra immagini che mostrano il lato umano del tuo business per creare connessioni più forti con i tuoi follower. Non dimenticarti di tenere traccia dell’engagement delle tue immagini per scoprire cosa piace di più ai tuoi follower!

#2: Usa hashtag appropriati 
Posta foto e aggiungi hashtag – cioè parole chiave – che descrivano in modo quanto più specifico ciò che rappresentano oltre ad hashtag popolari in rete in riferimento al tuo settore (gli hashtag sono necessari? Assolutamente sì!). Se ti trovi a un evento o in una location che ha un hashtag ufficiale, è buona cosa aggiungerlo alle tue foto così che i coordinatori dell’evento e gli altri partecipanti possano trovarle. Stessa cosa se hai lanciato una campagna legata alle tue attività: crea un hashtag descrittivo ma non troppo lungo e utilizzalo su tutti i tuoi canali social.

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Hasthtag: cosa sono e come usarli nel modo giusto

Se siete dei social media dipendenti li conoscerete benissimo, ma se siete ancora alle prime armi, forse è bene fare un pò di chiarezza. Sto parlando degli hashtag, ovvero le parole linkabili precedute da un cancelletto (#).

Ad alcuni possono anche sembrare inutili o antipatici, ma gli hashtag sono ormai parte integrante della comunicazione online, perciò è utile capire a cosa servono e come utilizzarli nel modo giusto.

La diffusione degli hashtag (da hash, “cancelletto”, e tag, “etichetta”) è cominciata grazie a Twitter, ma si è estesa anche ad altri social network (Google+, Instagram, Pinterest, Tumblr e da ultimo anche Facebook).

In Twitter il cancelletto trasforma ogni parola o gruppo di parole in un link tracciabile. In questo modo è possibile organizzare e indicizzare i contenuti oltre che partecipare a discussioni legate a un particolare argomento o evento. Ad esempio, se volete scrivere un tweet in riferimento alla puntata finale di Breaking Bad, includerete #BreakingBad nel vostro tweet per partecipare alla conversazione. Cliccando sull’hashtag #BreakingBad vedrete tutti post che menzionano quell’argomento in tempo reale.

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Il primo a concepire l’idea degli hashtag fu Chris Messina, nel 2007, uno sviluppatore che in un tweet propose di raggruppare gli argomenti di discussione utilizzando il simbolo del cancelletto. Twitter inizialmente rifiutò, ma nell’ottobre del 2007 i giornalisti americani misero in pratica l’esempio di Messina iniziando a usare #SanDiegoFire per postare tweet di aggiornamento su degli incendi che stavano devastando i boschi intorno a San Diego. Ben presto gli hashtag divennero parte integrante di Twitter, sia per la diffusione di eventi politici (come in Iran o in Egitto) sia per argomenti più futili (come il commento dei programmi tv).

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Quali sono le regole da sapere per usare bene gli hashtag?

 

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I servizi che può offrire un Travel blogger

Dal 17 al 19 ottobre ho avuto la fortuna di partecipare alla prima edizione del TBDI 2013 – Travel Blogger Destination Italy – per la prima volta un evento interamente dedicato ai blogger (italiani e non) all’interno di TTG Incontri e Travel Trade Italia, la storica fiera del turismo di Rimini.

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La tre giorni di eventi dedicata ai blogger si è svolta tra interessanti jam session, tranining lesson e interventi da parte di blogger, videomaker e fotoreporter italiani e internazionali, oltre ad una giornata interamente dedicata al b2d, un incontro faccia a faccia tra travel blogger e operatori del settore (“Meet the Blogger“).

Come è emerso dal resoconto dei travel blogger internazionali, è ormai chiaro che i travel blogger sono il nuovo strumento di promozione turistica. Come un megafono danno voce alle realtà e ai luoghi che visitano, li raccontano sui propri blog e li fanno conoscere: grazie ai social network, di cui i travel blogger sono instancabili utilizzatori, l’effetto rimbalzo è immediato e garantito. Basta vedere l’esempio della campagna #myMauritius (14 blogger, 2 milioni di account Twitter raggiunti, più di 3.600 tweet) o la campagna #BlogVille (2,875 tweet solo da marzo a luglio) così come di tante altre che stanno riscontrando risultati davvero apprezzabili.

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E in Italia? Se all’estero la figura del travel blogger è ormai una realtà consolidata il cui valore è stato pienamente compreso, in Italia si assiste ahimè ad un certo ritardo, ma le cose stanno cambiando. Gli enti di promozione turistica, le Regioni, i tour operator stanno cominciando a comprendere il significato e le potenzialità offerte dai travel blogger anche in Italia.

Con questo posto voglio rispondere ad una domanda che in molti mi fanno spesso: che servizi può offrire un travel blogger?

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Google+, questo sconosciuto: come funziona e perchè è utile

Spesso – almeno in Italia – si tende a considerare che il mondo dei social network si limiti solo a Facebook e Twitter. Questa è una visione molto limitata. Sappiate che a gennaio 2013 Twitter è stato superato, per numeri di utenti, da Google+, che con 359 milioni di utenti attivi nel mondo si attesta al secondo posto nella classifica dei social network più utilizzati, dopo Facebook (che ha superato da tempo il traguardo di 1 miliardo di utenti). è inoltre utilizzato dal 30% degli smartphone ed è la quarta applicazione più utilizzata. Forse vale la pena conoscerlo meglio.

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“Google cosa”? Google+  è ancora poco considerato in Italia e sostanzialmente poco conosciuto. CIò è un peccato, soprattutto dopo il notevole restyling grafico e funzionale di qualche mese fa (il miglioramento è stato davvero notevole). Inoltre è di proprietà nientedimeno che di Google e il suo utilizzo implica una serie di correlazioni importanti tra le funzionalità e le applicazioni di Google, che, secondo me, vale la pena non trascurare. Non stiamo parlando dell’ennesimo nuovo social network creato non si sa bene da chi.. stiamo parlando di Google.

Google descrive infatti Google+ come un “social layer that enhances molte delle sue proprietà online, unlike conventional social networks generally accessed through a single website”. Attraverso un account Gmail è possibile accedere e creare il proprio profilo in Google+, accessibile direttamente dalla home di Google.

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La particolarità di Google+: le cerchie

Entrando nella vostra “Home” potete scegliere di pubblicare testo, foto, link, video (si apre direttamente il collegamento a YouTube) o eventi. La differenza importante rispetto agli altri social media è la funzionalità delle cerchie:  in Google+ quando si aggiunge un contatto è possibile classificarlo come amico, membro della famiglia, conoscente, amici di lavoro, generiche “persone che seguo” (persone che non si conosce personalmente ma i cui post troviamo interessanti) oppure creare cerchie, quindi categorie, personalizzate. Un post può essere pubblicato come “pubblico” oppure visualizzabile solo ad alcune delle nostre cerchie personali (per es. solo agli amici, ai famigliari o altra cerchia specifica). Per ogni post è possibileaggiungere un commento, inoltrarlo o semplicemente cliccare sul tasto “+” (analogamente ai like di Facebook).

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Hangout

Google+ integra Hangout, lo strumento di Google per effettuare video chat accessibile sempre previo account Gmail. Hangout rappresenta l’evoluzione del vecchio Google Talk: ora è molto più funzionale, pratico e sempre più utilizzato (diventa una buona alternativa a Skype). Nella colonna destra del proprio stream (nella home) è possibile effettuare un Hangout e visualizzare i propri contatti. Potete così effettuare Hangout di gruppo, chat e video chat, a cui possono accedere fino a dieci utenti. Potete vedere quando gli altri stanno partecipando a un Hangout e inviare messaggi ai propri amici in qualsiasi momento, anche quando non sono connessi. Cosa importante, gli Hangout funzionano non solo su computer ma anche sui dispositivi Android e Apple.

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Pagine, community e molto altro

Siete un’azienda? Avete un blog? Potete creare la vostra pagina aziendale così come accade con le pagine Facebook. Le Community sono invece il corrispondente dei gruppi di Facebook: potete entrare in contatto con persone che condividono i vostri stessi interessi o attività effettuando una ricerca per parole chiave e consultare le Community consigliate per voi.

Volete sapere quali sono gli argomenti che impazzano in Google+ e i post più popolari? Cliccate su “Temi caldi” dalla barra a scorrimento in alto a sinistra. Cliccate su “Eventi” per consultare gli eventi programmati o “Local” per vedere i luoghi consigliati in base alla vostra collocazione geografica e relativa recensione.

In altre parole disponendo di un account Gmail è possibile accedere a tutte le applicazioni di Google da un’unica piattaforma, che Google+ integra alla perfezione.

La Nokia alla riscossa con i nuovi Lumia

Fino a pochi anni fa – quando i telefoni cellulari si usavano solo per telefonare o tuttalpiù per mandare SMS – Nokia era sinonimo assoluto di telefonia mobile di alto livello. Qualità. Semplicità. Praticità d’uso. Intuitività. Insomma, era la prima della classe. Poi qualcosa è cambiato. Con l’avvento degli smartphone la Nokia è scivolata rovinosamente indietro, bypassata da LG, Samsung e in primis dalla Apple.

Ora le cose però stanno cambiando. L’artefice del cambiamento e della tanto agognata resurrezione della casa finlandese è legato ad un nome – Lumia – e soprattutto alla sua ultimissima alta gamma (soprattutto Lumia 925 e 1020) che vuole fare (e fa) davvero la differenza.

ImmagineLa resurrezione della Nokia: il Lumia 925

In queste settimane ho avuto la possibilità di testare di persona (su gentile concessione della Nokia che mi ha selezionata come tester) il nuovissimo Lumia 925 e ne sono rimasta colpita. Molto. Il primo grosso pregio (ma grosso nel vero senso della parola) è il display: ampio, da 4,5 ”, con tecnologia di visualizzazione AMOLED ad alta definizione, con una comoda e larga tastiera per scrivere – finalmente – comodamente. Il Lumia è inoltre leggero e molto sottile (noto però fin da subito che tende a surriscaldarsi parecchio, soprattutto quando si utilizzano le applicazioni).

La fotocamera PureView da 8,7 megapixel con sei lenti Carl Zeiss è davvero da elogiare, così come lo applicazioni fotografiche Cinemagraph (per realizzare foto “animate”) e Panorama (per creare foto panoramiche a 360°) che sono molto divertenti e garantiscono foto di qualità eccellente. Ma il Nokia 925 non è solo un cameraphone: molto utile anche la funzione “Angolo dei bambini”: è cioè possibile impostare un’area del telefono a cui i più piccoli possono acceder per giocare o usare applicazioni senza il rischio di eliminare dati o informazioni importanti. Con Data Sense è invece possibile impostare una soglia di dati da non superare così come visualizzare gli hotspot wi-fi nelle vicinanze (molto intelligente). Ampio spazio anche per la musica (con l’accesso a “Nokia Musica”, mix radio e radio normale) e ai video.

Ma oltre al design e all’estetica (di tutto rispetto) quella che secondo me è la più grossa novità è il sistema operativo: Windows Phone. Nokia ha recentemente annunciato la fine del suo vecchio sistema operativo (Symbian) per andare a sposare Microsoft: ecco Windows Phone.

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